“Come Nedda amo molto la libertà, l’amore – rimarca Rebeka – Per alcuni aspetti siamo molto diverse di carattere, ma la capisco, mi piace tantissimo anche la sfida di interpretare due personaggi sullo stesso palco: Nedda e Colombina, un personaggio reale e uno di finzione, adoro questo teatro nel teatro”. La passione per la lirica trapela dalla voce. Energica, vibrante: “Ho capito a 13 anni, quando ho scoperto la ‘Norma’, che volevo diventare una cantante lirica e l’ho fatto”. Fortuna? “No – ci tiene a sottolineare – è stato tanto lavoro, la fortuna non basta, senza lavoro non ci sarei mai arrivata”.
A partire dal suo debutto al Festival di Salisburgo nel 2009, sotto la direzione di Riccardo Muti, Marina Rebeka è stata chiamata a esibirsi nei più prestigiosi teatri d’opera e sale da concerto in tutto il mondo. Dopo Verona Marina sarà ad Aix-en-Provence per ‘I due Foscari’ di Giuseppe Verdi, poi ad agosto tornerà in Arena per le altre recite di ‘Pagliacci’. “Ho fatto 23 produzioni della Traviata, l’ho cantata per tutta la mia vita fino a quest’anno – spiega -. Amo anche Norma, adoro Juliette e Thais”. Ma il sogno nel cassetto, confessa, è vestire i panni della Carmen di Bizet. “Se la voce crescerà un giorno vorrei interpretarla – racconta il soprano – non tanto per la voce quanto per il suo carattere. E’ una donna molto impulsiva, selvaggia, libera dentro e fuori, incatturabile.
Legatissima a Verdi “con lui mi sento completamente a casa” ammette, Marina sembra contare i minuti che la separano dal palco veronese. “Ho aspettato tanto questo momento – confessa – ho cantato ‘Otello’ con Zubin Mehta al Maggio fiorentino ma in streaming, ho cantato alla Prima della Scala a dicembre senza pubblico e non è stata la stessa cosa. La voce vera, l’energia vera si hanno solo in sala, con il pubblico. E’ stato molto difficile non averlo e, spero che finalmente domani tornerà all’Arena”.